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Il comune di Valstrona appartiene a: Regione Piemonte - Provincia del Verbano Cusio Ossola

Storia

Costituito nel 1927, Valstrona comprendeva inizialmente tutti i comuni della valle Strona (Fornero, Forno, Germagno, Loreglia, Luzzogno, Massiola e Sambughetto) ad eccezione di Campello Monti, che fu aggregato nel 1929.
Questa unione ebbe però breve durata: nel 1955 vennero infatti resi autonomi i comuni di Germagno, Loreglia e Massiola, limitando la competenza amministrativa di Valstrona ai territori dell'alta valle. Il capoluogo sorge nella frazione di Strona, così chiamata dal nome del torrente che percorre la valle. In età medioevale l'intero territorio di Valstrona, tranne Campello Monti, fece parte integrante del feudo di Omegna, sul quale esercitarono la loro signoria i Borromeo dal XIV al XVIII secolo. Memorie scritte, antichissime, documentano l'origine della comunità di Campello Monti (colonia walser, di Rimella) arroccato sulle falde del Capezzone, il monte che chiude la valle Strona. Campello Monti è certamente un paese dal fascino particolare, dall'architettura sobria e signorile.
Nel centro sorge l'ex Parrocchiale di San Giovanni Battista, edificata nel 1749 in stile tardo-barocco e affiancata nel 1816 dal piccolo campanile.
Questa chiesa è considerata la più ricca della valle per gli arredi e paramenti sacri che vi si conservano, ma soprattutto per la presenza di una grande tela di San Francesco attribuita al Guercino. Accanto alla parrocchiale vi è una piccola chiesa le cui origini devono essere probabilmente ricercate all'epoca della nascita dello stesso paese.
Discosta rispetto al nucleo abitato, sorge l'aristocratica Villa del Bordo con torre in stile fiorentino, edificata nel 1890 dalla famiglia Janetti. A valle di Campello Monti, adagiato sui declivi della sponda sinistra del torrente Strona, si trova Forno con la cinquecentesca Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo. In questa frazione, al fine di testimoniare gli aspetti fondamentali della cultura locale, sono nate due piccole iniziative museali. L'una, presso la parrocchiale, ha lo scopo di conservare le espressioni artistiche legate al sentimento religioso della valle; l'altra, sorta per volontà di privati, documenta la secolare tradizione artigianale di lavorazione e tornitura del legno.
Tra le altre frazioni, è opportuno ricordare Sambughetto, uno dei nuclei abitati più caratteristici della valle per la sua architettura disegnata da strette e ripide scalinate in pietra che corrono tra case quasi avvinghiate su un'erta costa rocciosa. Al margine inferiore del paese sorge la Parrocchiale di San Lorenzo martire, realizzata verso la metà del Seicento in stile barocco.
Sambughetto riveste anche un particolare interesse dal punto di vista geologico e paleontologico, dato dall'esistenza nel suo territorio di un complesso di grotte naturali, all'interno delle quali sono stati rinvenuti numerosi reperti ossei appartenenti ad animali preistorici. Poco più a valle, la frazione di Fornero gode la fama di aver ospitato, nel palazzo che sorge accanto alla Parrocchiale di Sant'Anna, una scuola di retorica. Opposto a Fornero, su un altipiano oltre lo Strona, vi è Luzzogno, la frazione più popolosa del comune. Paese dalle origini millenarie, vanta la chiesa più antica della valle.
La Parrocchiale di San Giacomo apostolo di Luzzogno ottenne autonomia parrocchiale già nel 1455, diventando a sua volta riferimento giurisdizionale per gran parte dei paesi della valle Strona.
L'attuale costruzione sacra, risalente al XVI secolo, è disposta su tre navate; all'interno sono conservate pregevoli tele, tra le quali spicca uno Sposalizio della Vergine dipinto nel 1641 dal pittore fiorentino Luigi Reali. Alle pendici del monte Massone sorge infine il Santuario della Madonna della Colletta, di notevole interesse artistico e di grande importanza culturale per l'antica tradizione della festa dell'8 settembre che con cadenza triennale vede la comunità di Luzzogno realizzare una lunga galleria di teli bianchi sotto cui far transitare la processione. L'edificio sorge fuori dal paese, in posizione elevata su un terrazzamento roccioso; la sua origine è quattrocentesca, ma successivi interventi ne hanno profondamente mutato le caratteristiche architettoniche. Autentici gioielli conservati all'interno del santuario sono due icone lignee di di scuola tedesca databili al XVI secolo e raffiguranti la Natività e l'Adorazione dei magi.
L'economia di Valstrona è tuttora legata a un'antica tradizione artigianale di tornitura del legno. Un tempo basata sulla forza meccanica fornita dai numerosi mulini sparsi sul territorio, la tornitura del legno valstronese ha saputo aggiornarsi col tempo, acquisendo una fama di livello mondiale.